RASSEGNA STAMPA - Air suite -Danze Minute - Stanze - Formaline
Air Suite

“Due guantoni da boxe rossi per una farfalla. Enormi sulle esili braccia di una ballerina che si muove a scatti, i gesti rotti solo dal rumore del fiato grosso, in una scena vuota. Sola come lei. Guanti da boxe per difendersi dagli ostacoli della vita, dalla paura del rifiuto, dall'incomunicabilità e dalle difficoltà nei rapporti interpersonali. In questa immagine emblematica che ricorda tanto i simboli usati in teatro da Nekrosius – il blocco di ghiaccio, su tutti, ad esempio, su cui sta eretto l'Amleto del regista lituano a figurare il gelo nell'anima per la perdita del padre – è racchiuso il senso di “Air suite” di e con Aline Nari e Davide Frangioni. Pièce di teatrodanza “da camera”, come dicono loro. Dove il termine fa deliberatamente riferimento alla terminologia musicale e alla suite come stanza d'albergo, a metà tra il surreale e il lirico, la bizzarria e l'intimismo. Nella disperazione di un quotidiano che parla solo di solitudine, si ripetono gesti che disegnano sfumature, trasparenze, stati d'animo per tentare di dare una forma a quel momento fragile e necessario che è l'attesa della felicità. L'incanto di un'incerta e desiderata felicità che prima o poi dovrà pure arrivare. Tra un divano di plastica rossa gonfiabile, una torta di compleanno con le candeline accese e nessuno a far compagnia per spegnerle. La pièce è stato uno dei momenti più intensi visti a Short Formats, la rassegna di danza contemporanea, alla settima edizione, che si è appena conclusa al CRT di Milano”.
(R. Barlaam, Il sole 24 ore)

“ (…) è una favola che parla al cuore, che mette in scena la fragilità delle esistenze e dove la rarefazione del gesto danzato non è mancanza, ma ha la forza di una presenza/assenza che denota la maturità e l'affiatamento dei due coreografi ed interpreti”
(E. Bonfanti, Il Giornale).

“una creazione di teatro danza, divertente e molto ben strutturata, incentrata sul sottile gioco di equilibri tra proiezione e realtà, forza e fragilità, presenza e assenza”.
(Simona Griggio, Il Secolo XIX.)

“Nari e Frangioni sanno come costruire e decostruire il senso della materia drammaturgica e dipanare la loro “favola” sulla fragilità dell'esistenza utilizzando un'elaborazione coreografica apparentemente “povera”. Apparentemente perché, pur opponendosi al virtuosismo estetico, è la semplicità elevata a grande difficoltà su uno screening precisissimo, abbinata al rigore di una salda scrittura compositiva e al ritmo di un montaggio calibratissimo giocato sull'alternanza di piccole cose, fantasiose invenzioni, annotazioni “vissute”, segnali onirici, entrate ed uscite, duetti speculari, assoli, replay concentrati sulla messa a fuoco di una rete definita di visioni,talvolta incantate, talvolta scherzose. (...) Ogni gesto esplode, si richiude su di sé, disegna linee morbide, compie azioni teatrali, si avvolge sulla partitura rapsodica, perfettamente funzionale di Filippo Gambetta, per esprimere un palpabile e contagioso respiro danzante. Un lavoro intelligente sulla sintassi del corpo e sulla percezione dell'agire degli interpreti, che si muovono singolarmente o all'unisono con consapevolezza in segmenti dove i simboli coreografici si rincorrono e si sovrappongono, per sciogliersi in nuove variazioni prima di arrivare a compimento”.
(F. Cornara, La Provincia Pavese)




Danze Minute

“Solo per te: danze di un minuto, in uno spazio minuto, con danzatrice minuta. Per un solo spettatore. E' questo l'invito di Aline Nari per un'opera singolare che trasforma l'evento in dialogo breve ma intenso fra danzatore e spettatore, gradevole e intelligente esperimento sugli elementi minimi della forma-spettacolo. A introdurre lo spettatore è un imbonitore, un poeta gentiluomo (Paolo Gentiluomo, poeta del gruppo Altri Luoghi) che raccoglie le prenotazioni armato di menù e blocchetto per le ordinazioni (si possono scegliere 7 diversi micro-spettacoli). Dentro, lo spettatore si trova a tu per tu con la performer che si esibisce per 1 minuto circa, durata di confine tra la prima impressione di disagio reciproco e i primi sintomi di godimento estetico. Sono queste le regole di DANZE MINUTE, un gioco sul filo dell'emozione”.
(S. Casi, TeatridiVita)

“Le curiose danze di un minuto di Aline Nari, un gioco breve, uno scambio e una lotta…Aline Nari danza per te e non molla lo sguardo”
(N. Quadrelli, L'Adige)


Stanze

“E' una specie di teatro delle meraviglie
(…) in cui lo spettatore viene condotto attraverso un percorso di varie seduzioni, scandite da una comicità garbata e da un'alta suggestione visiva”
(S. Griggio, Il Secolo XIX)

“Un allestimento fresco, insolito, accattivante, ricco di interventi e trovate fantasiose”
(L. Bombardi, Il resto del Carlino)

“Uno spettacolo sicuramente gradevole, ironico e coinvolgente con un garbo e una capacità di improvvisazione che porta a risultati migliori di altri spettacoli con simili pretese”
(S. Calogero, Flash Teatro)



Formaline

"Al pianterreno racchiusa in una foresta di aghi
, quasi alberi stilizzati e fossili, Aline Nari danza attraversando uno spazio che è a un tempo confinante e accogliente come una gabbia fatta di sogni. La danzatrice sembra abbandonarsi a un sentire privato eppure universale dove convivono dolcezza e rimembranze. Con lo sfiorare delle dita Aline tratteggia situazioni appena accennate, evoca presenze con la piega di un sorriso, le suggerisce con una curva del polso. Su tutto, il sussulto degli aculei di metallo, subito pronto a trasformarsi rimbombo e poi in assordante frastuono, lo stesso rumore che fanno i ricordi quando vengono smossi, lo stesso effetto di una mancanza, o di una nostalgia struggente che disegna radure nei boschi della memoria.
( Lucia Oliva, Altre Velocità a Festival Rizoma 2007)

"Da anni Aline nari si dedica ad assoli e piccole pièce dall'orizzonte spaziale e temporale limitato, come l'incantevole Danze minute. Danze di un minuto, in uno spazio minuto, per danzatrice minuta. Alla nuova Galleria Little Italy di Milano, che proprio in quel periodo ospitava con la mostra Lilliput tre pittori amanti delle superfici ridotte, la danzatrice e coreografa ha mostrato in anteprima un frammento della sua nuova creazione, Formaline attesa il prossimo 19 e 20 febbraio al teatro dell'Archivolto di genova. Delicatezza dai Toni vagamente orientali, preziosa inventiva per i dettagli, spiccato senso del corpo e dello spazio rivelano ancora una volta l'originale talento di Aline Nari.
( Valentina Bonelli, Tutto danza , inverno 2008, p.55)